Guru Purnima

Nel calendario tradizionale indiano, il Plenilunio del mese di Ashada segna la celebrazione di Guru Purnima, il momento in cui si onorano coloro che sono o sono stati le nostre guide e i nostri maestri. La relazione con il proprio mentore è considerata una delle relazioni fondamentali e più significative della vita. Il termine Guru viene spesso tradotto con “maestro”, ma la traduzione letterale suonerebbe come “colui che disperde le tenebre”. Perciò questo plenilunio particolarmente luminoso ha il potere di indicare, per analogia, la possibilità di illuminare le zone ancora oscure e sopite della nostra coscienza, di disporci all’ascolto profondo e di affinare la nostra capacità di discernimento, di guidarci al risveglio .

La conoscenza che si onora con il Guru non è di tipo ordinario, non è la variegata conoscenza mondana che si accumula come un capitale, da spendere poi nel mondo per soddisfare l’ego, l’avidità o le necessità della vita ordinaria. La vicinanza con il Guru ci illumina sulla nostra vera natura, su ciò che veramente siamo e sempre siamo stati, come coscienza, satvica, pura, innocente, esatta, presente. Solo con il servizio al Guru la personalità di purifica delle scorie del mondo e della mente, e da questa coscienza illuminata, umile e generosa, può discendere la possibilità di compiere un’opera utile all’umanità e al mondo e degna di essere ricordata.

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In una delle sue incarnazioni terrene, Vishnu nacque nel giorno di Guru Purnima nelle vesti del Saggio Vyasa (letteralmente “lo Scrittore”), colui che diede al mondo la trascrizione della conoscenza dei Veda, la scrittura dei Purana, e la composizione di uno dei due grandi cicli epici, il Mahabharatha, dove lo scrittore stesso entra nello svolgimento dei fatti, interagendo con i protagonisti. Con il Mahabharata, Vyasa ci ha consegnato il testo della Bhagavad Gita, considerato la summa del pensiero religioso indiano, oltre a componimenti più specialistici, ma di grande importanza in campo filosofico, come il Brahmasutra. Con la trascrizione delle conoscenze vediche e la testimonianza diretta delle gesta degli eroi e degli dei, si compiono simbolicamente le azioni fondamentali del maestro: trasmettere al tradizione a cui appartiene, nel modo più limpido e impersonale, e testimoniare dal vivo l’epifania del divino che si manifesta nel momento presente, nel mondo, interagendo con esso.

Alcune tradizioni, come quella Vaishnava, indicano l’esistenza di almeno due Guru nella vita di un iniziato: il Siska Guru, che insegna la dottrina, e il Diksa Guru che conferisce l’iniziazione. In altre tradizioni della famiglia del Dharma, i guru possono essere cinque, o molti di più, e comprendere le figure chiave della vita di ciascuno, come la propria madre, gli insegnanti e il coniuge, fino a comprendere tutte quelle situazioni che per una sinergia particolare riescono a suscitare la consapevolezza di un risveglio, di una scoperta illuminante e autoevidente, il disvelamento di qualcosa che fino a quel momento non riuscivamo a vedere. Il superamento improvviso del livello di coscienza precedente e usuale dimostra la presenza continua di una funzione interna-esterna, che può manifestarsi al momento opportuno nelle vesti convenzionali del maestro o in altre forme, del tutto inattese, poiché identica all’intelligenza universale e alla coscienza che abita in ognuno.

Guru Brahma, Guru Vishnu, Guru devo Maheshwara,
Guru sakshat, param Brahma,
tasmai shri guravay namah.

Il Guru è Brahma, il Guru è Vishnu, il Guru è Shiva il Signore degli Dei,
Il Guru è la divinità personificata e il Brahman supremo
perciò io offro al Guru il mio reverente saluto.

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Durante il plenilunio di Guru Purnima, il cielo è dominato dalla costellazione di Shravana Nakshatra. E’ detta la “stella dell’apprendimento”, ed è formata da tre stelle che compongono la testa dell’Aquila (Aguila). Shravana Nakshatra è detta anche “l’orecchio di Dio”, per la connessione tra il suono e l’apprendimento. Tutte le tradizioni primordiali, prima di essere scritte, sono state trasmesse per secoli oralmente, da maestro a discepolo, valendosi solo dello strumento dell’ascolto e della ripetizione verbale. Questo metodo ha mantenuto viva e intatta la tradizione del Dharma, che ancora oggi è una pratica che deve essere sperimentata direttamente con il canto quotidiano. Solo in questo modo il suono dei mantra riempie l’aria, purifica l’ambiente, e la mente assorbe la vibrazione sonora a livello molto profondo, precosciente. Il suono entra in ogni processo mentale, il pensiero stesso è formato da suoni e si manifesta in una sorta di ascolto interno. La lettura, la scrittura e tutte le attività cognitive si basano su un primordiale sistema di vibrazioni sonore, fonemi, sillabe, toni, che tessono la trama dell’universo conosciuto e che sono indagati e conosciuti dallo Yogi esperto nelle tecniche dei mantra.

Con la combinazione del Plenilunio e della costellazione di Shravana Nakshatra, Guru Purnima segna l’ingresso nel mese di Shravan. Shravan, in India, è un mese caratterizzato dalle piogge monsoniche, e che per la sua natura tempestosa è consacrato alla devozione e allo studio delle Scritture. Il mese di Sravan è specialmente dedicato a Shiva, e il digiuno del lunedì – Sawan Somvar Vrat – è considerato particolarmente efficace. Con la pratica del Sawan Somvar Vrat è possibile esaudire ogni legittimo desiderio e raggiungere gli obbiettivi più difficili.

 

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