L’abbraccio lontano
Posted by beatrice on March 27, 2010
Cosa direi delle braccia
quasi alzate al cielo
per l’abbraccio più alto e sicuro -
se tu non mi lasci parola
e sono senza paura e sola
lieta del profumo del dolce
e del gocciolio invisibile di nettare
nel solco che segnava l’assenza
e attendeva ossigeno di verità -
per guarire. Come pelle nuova, vita nuova.
E se non ci saranno altre notti
abbiamo camminato tanto nell’ombra
che basterà per sempre -
anche se svanisse il ricordo
vivremmo perchè si è richiuso il dolore
baciato il nostro strappo con lingua fresca
saliva profumata di luce e di noi
e quel leggero sospiro che oggi ci avvolge
come un saluto – conosci te stesso.
Da ora quasi non saremo.
Non da che la verità è nata e poi con fiducia
e la spavalda leggerezza dell’immortale ha guarito -
e senza il dolore non vi è più alcun io.
(27 marzo 2010)

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