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Una campagna di Amnesty International

Posted by Beatrice on May 18, 2008

Ahmed Rhuhel in visita nelle Marche per raccontare l’orrore di Guantanamo

Rhuhel è uno dei tre cittadini britannici che è stato recluso per due anni senza accuse nel centro di detenzione di Guantanamo Bay, nell’ambito della cosiddetta ‘guerra al terrore’. Il ragazzo porterà la sua testimonianza giovedì 22 a Osimo e Ancona e venerdì 23 a Pesaro

Ahmed Rhuhel, uno dei tre giovani cittadini britannici recluso per due anni senza accuse nel centro di detenzione di Guantanamo Bay, nell’ambito della cosiddetta ‘guerra al terrore’ verrà in visita nelle Marche per portare la sua testimonianza nell’ambito della campagna di Amnesty International ‘Più diritti più sicurezza’.

Rhuhel sarà a Osimo e Ancona giovedì 22 maggio e a Pesaro venerdì 23. Giovedì mattina il giovane sarà all’Istituto Corridoni Campana di Osimo per raccontare agli studenti la sua vicenda, mentre nel pomeriggio incontrerà la cittadinanza ad Ancona, nella facoltà di Economia. Il giorno dopo a Pesaro l’ex detenuto incontrerà le scuole superiori (dopo la proiezione del film ”The road to Guantanamo’, ispirato alla sua storia e dei suoi due compagni) e in serata la cittadinanza.

Rhuhel è uno dei cosiddetti ‘Tipton Three’ (gli altri sono Asif Iqbal e Shafiq Rasul), i tre giovani cittadini britannici trasferiti a Guantanamo e detenuti per due anni senza accuse. Grazie alla loro testimonianza per la prima volta si sono potuti conoscere i particolari delle condizioni di vita a Guantanamo Bay: umiliazioni, maltrattamenti, pressioni psicologiche, minacce e privazioni.

Dal momento della liberazione, Ahmed e gli altri hanno collaborato alla campagna di Amnesty, che chiede la chiusura di Guantanamo Bay, la liberazione o un giusto processo per tutti i prigionieri della ‘guerra al terrore’, la fine delle sparizioni illegali e dei maltrattamenti.

Secondo Amnesty Guantanamo Bay, situato nell’isola di Cuba ed amministrato dagli Stati Uniti, è uno dei peggiori simboli delle violazioni dei diritti umani commesse nell’ambito della ‘guerra al terrore’. E’ una sorta di limbo giuridico, in cui i sospettati vengono condotti al di fuori di ogni sistema legale, e dove vengono tenuti prigionieri senza la formulazione di accuse e senza processi regolari. (Fonte : Il Resto del Carlino)

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