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Yochai Benkler – La ricchezza della rete

Posted by Beatrice on January 29, 2008

<<Il libro di Yochai Benkler La ricchezza della rete pone al centro dell’attenzione l’emergere e il consolidarsi, in seguito alla larghissima diffusione e alla relativa economicità dei mezzi necessari a produrre informazione, di un’economia dell’informazione in rete alternativa alla tradizionale economia dell’informazione industriale. Ciò che caratterizza questa nuova fase, si afferma fin dalle prime pagine del testo, «è che azioni individuali decentrate – cioè le nuove e rilevanti condotte cooperative coordinate per mezzo di meccanismi non commerciali radicalmente distribuiti, che non dipendono da strategie proprietarie – giocano un ruolo molto più grande di quanto non fosse, o avrebbe mai potuto essere, nell’economia dell’informazione industriale. Catalizzatori di questo cambiamento sono l’affermarsi della tecnologia di fabbricazione dei calcolatori e dei suoi effetti a catena attraverso le tecnologie di comunicazione e storaggio di informazione … La terza novità, che per gli osservatori è forse la più radicale, più nuova e più difficile da comprendere, è l’affermarsi di grandi progetti cooperativi su larga scala dediti alla produzione orizzontale di informazione, conoscenza e cultura. Essi sono esemplificati dall’emergere del free software e del software open source. Ci stiamo accorgendo che questo modello non vale solo per il cuore delle nostre piattaforme software, ma si sta espandendo in tutti i settori dell’informazione e della produzione culturale … dalla produzione peer-to-peer di enciclopedie, alle news e agli editoriali fino all’intrattenimento immersivo».

L’aspetto interessante e la matrice comune di tutte le esperienze analizzate da Benkler è che esse mettono in discussione una concezione della mente e dell’intelligenza centralizzata o unificata per proporne una radicalmente alternativa, secondo la quale l’intero sistema assomiglia piuttosto a un patchwork di reti altamente cooperative, non omogenee e distribuite, assemblate da una complicata storia di bricolage che ne fa non un’entità unitaria, ma piuttosto una collezione di processi eterogenea, che può ovviamente essere considerata a più di un livello. Si ha cosí un sistema caratterizzato da una forma di intelligenza distribuita che Derrick De Kerckhove ha chiamato, com’è noto, «intelligenza connettiva».

L’intelligenza connettiva è, secondo la definizione che egli ne fornisce, una forma di connessione e collaborazione tra soggetti individuali e collettivi diversi che è il risultato di una condivisione tra loro costruita sulla base di uno scambio dialogico. Il tratto distintivo di questa modalità di pensiero, che la differenzia dalle tipologie che rientrano all’interno di quella che può essere chiamata “intelligenza collettiva” è che, a differenza di quanto generalmente avviene in quest’ultima, all’interno dell’intelligenza connettiva ogni singolo individuo o gruppo mantiene la propria specifica identità pur nell’ambito di una struttura molto articolata ed estesa di connessioni. Siamo dunque di fronte a un processo di esteriorizzazione dell’intelligenza, che diventa un processo supportato e disvelato dalla rete.>>

Leggi l’articolo di Silvano Tagliagambe su “La Rivista dei Libri”

Yochai Benkler La ricchezza della rete

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