<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: P.P.Pasolini su A.K. Coomaraswamy in &#8220;Pagine corsare&#8221;</title>
	<atom:link href="http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/</link>
	<description>Quello è infinito, questo è infinito...</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 16:26:22 +0100</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
	<item>
		<title>By: claudia</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1308</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 19:12:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1308</guid>
		<description>Ciao Bea,
grazie per l&#039;importante precisazione. Questo tuo post sta diventando terreno di una discussione molto interessante. Rigrazio anche Emanuela per le segnalazioni bibliografiche.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Bea,<br />
grazie per l&#8217;importante precisazione. Questo tuo post sta diventando terreno di una discussione molto interessante. Rigrazio anche Emanuela per le segnalazioni bibliografiche.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Beatrice</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1307</link>
		<dc:creator>Beatrice</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 14:33:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1307</guid>
		<description>Ciao Claudia, 
per prima cosa vorrei risponderti a proposito dell&#039;&quot;opportunità di staccarsi dal bene e dal male&quot;. Quello che talvolta erroneamente passa con questi termini è il supermanto della dualità che, nel Vedanta, è invece indicato come superamento dell&#039;&quot;io&quot; e del &quot;tu&quot;, e del &quot;mio&quot; e &quot;tuo&quot;, esattamente con questi termini. Mai si intende lo sconfinamento nell&#039;adharma, cioè oltre i criteri etici e religiosi che informano la vita delle persone (e del cosmo), siano esse persone comuni o illuminati. Anzi, è per il dharma, cioè attraverso l&#039;applicazione dei precetti religiosi e spirituali, che si raggiunge gradualmente quello stato adatto ad affrontare il superamento della dualità. L&#039;illuminato, sebbene sia al di là del dharma, lo rispetta per amore degli altri. 
Quindi, il Vedanta traccia un doppio piano, di cui il più elevato è un processo di ascesi radicale, tanto che i primi yogi intercettati dai missionari occidentali *si dice* approvassero caldamente i contenuti dell&#039;&quot;Imitazione di Cristo&quot; (!!!) indicandolo come un libro dello Yoga. Il falso problema del bene e del male potrebbe essere stato desunto dall&#039;istruzione di superare attrazione e repulsione, come riflessi psicologici dell&#039;ego.

Sull&#039;appropriazione politica si potrebbe scrivere una tesi, piuttosto che un commento. Credo che lo stigma occidentale sulle dottrine esoteriche (il doppio livello) , iniziatiche o teosofiche, abbia fatto il gioco della strumentalizzazione, confinando queste conoscenze a una zona oscura, marginale, disorganica - cosa che non è accaduta in oriente, dove sono riconosciute delle autorità, più di una, che preservano questo patrimonio tradizionale dalle degradazioni del discorso mondano: anche in questo caso esistono delle limitazioni, ma è indubbio che il sistema di trasmissione ha funzionato. Mentre in occidente è diventato un pensiero banalmente &quot;controcorrente&quot; e dunque, oltre che di richiamo per ogni genere di egocentrici, tendenzialmente polemico o di provocazione, o addirittura &quot;pericoloso&quot; per sua vocazione. 
Questa posizione ha favorito la proiezione di istanze ideologiche e mistificatorie, che semplificano il problema e lo riportano dentro le nostre consuete contrapposizioni.
Ieri sera un ragazzo mi diceva che Guenon &quot;ha messo i paletti&quot; nell&#039;esoterismo. Cioè, in altre parole, ha dato alla materia un rigore filosofico e un metodo, indubbiamente. Anche se siamo (o se fossimo) tutti d&#039;accordo su questo merito, vedi che la sua notorietà è dovuta in molta parte all&#039;icona dell&#039;antimoderno. Così come la prof. Marchianò lamentava in un&#039;intervista di come l&#039;opera del grande Elemire Zolla sia ancora oggetto di atteggiamento pregiudiziale.

In questo senso è esemplare per indipendenza e onestà il percorso di Pasolini. Io ho apprezzato anche il libro &quot;L&#039;odore dell&#039;India&quot; e il filmato &quot;Appunti per un film sull&#039;India&quot; che esprimono con vivacità il confronto con le idee acquisite e la scoperta della propria visione dell&#039;altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Claudia,<br />
per prima cosa vorrei risponderti a proposito dell&#8217;&#8221;opportunità di staccarsi dal bene e dal male&#8221;. Quello che talvolta erroneamente passa con questi termini è il supermanto della dualità che, nel Vedanta, è invece indicato come superamento dell&#8217;&#8221;io&#8221; e del &#8220;tu&#8221;, e del &#8220;mio&#8221; e &#8220;tuo&#8221;, esattamente con questi termini. Mai si intende lo sconfinamento nell&#8217;adharma, cioè oltre i criteri etici e religiosi che informano la vita delle persone (e del cosmo), siano esse persone comuni o illuminati. Anzi, è per il dharma, cioè attraverso l&#8217;applicazione dei precetti religiosi e spirituali, che si raggiunge gradualmente quello stato adatto ad affrontare il superamento della dualità. L&#8217;illuminato, sebbene sia al di là del dharma, lo rispetta per amore degli altri.<br />
Quindi, il Vedanta traccia un doppio piano, di cui il più elevato è un processo di ascesi radicale, tanto che i primi yogi intercettati dai missionari occidentali *si dice* approvassero caldamente i contenuti dell&#8217;&#8221;Imitazione di Cristo&#8221; (!!!) indicandolo come un libro dello Yoga. Il falso problema del bene e del male potrebbe essere stato desunto dall&#8217;istruzione di superare attrazione e repulsione, come riflessi psicologici dell&#8217;ego.</p>
<p>Sull&#8217;appropriazione politica si potrebbe scrivere una tesi, piuttosto che un commento. Credo che lo stigma occidentale sulle dottrine esoteriche (il doppio livello) , iniziatiche o teosofiche, abbia fatto il gioco della strumentalizzazione, confinando queste conoscenze a una zona oscura, marginale, disorganica &#8211; cosa che non è accaduta in oriente, dove sono riconosciute delle autorità, più di una, che preservano questo patrimonio tradizionale dalle degradazioni del discorso mondano: anche in questo caso esistono delle limitazioni, ma è indubbio che il sistema di trasmissione ha funzionato. Mentre in occidente è diventato un pensiero banalmente &#8220;controcorrente&#8221; e dunque, oltre che di richiamo per ogni genere di egocentrici, tendenzialmente polemico o di provocazione, o addirittura &#8220;pericoloso&#8221; per sua vocazione.<br />
Questa posizione ha favorito la proiezione di istanze ideologiche e mistificatorie, che semplificano il problema e lo riportano dentro le nostre consuete contrapposizioni.<br />
Ieri sera un ragazzo mi diceva che Guenon &#8220;ha messo i paletti&#8221; nell&#8217;esoterismo. Cioè, in altre parole, ha dato alla materia un rigore filosofico e un metodo, indubbiamente. Anche se siamo (o se fossimo) tutti d&#8217;accordo su questo merito, vedi che la sua notorietà è dovuta in molta parte all&#8217;icona dell&#8217;antimoderno. Così come la prof. Marchianò lamentava in un&#8217;intervista di come l&#8217;opera del grande Elemire Zolla sia ancora oggetto di atteggiamento pregiudiziale.</p>
<p>In questo senso è esemplare per indipendenza e onestà il percorso di Pasolini. Io ho apprezzato anche il libro &#8220;L&#8217;odore dell&#8217;India&#8221; e il filmato &#8220;Appunti per un film sull&#8217;India&#8221; che esprimono con vivacità il confronto con le idee acquisite e la scoperta della propria visione dell&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Emanuela</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1305</link>
		<dc:creator>Emanuela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 23:02:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1305</guid>
		<description>Riguardo i riferimenti bibliografici, in quel saggio che avete citato ci sono due saggi, non scritti da me, ma da Fabio Vighi e Francesca Cadel, rispettivamente su Medea e su Pasolini, Pound e l&#039;etica legata alla cultura contadina. Sulla concezione non-lineare della storia bisogna invece guardare all&#039;ultimo Pasolini, in particolare &quot;La Divina Mimesis&quot; (nelle note finali esistono interessanti riferimenti ad un&#039;idea di storiografia stratificata), ancora ai film &quot;Edipo Re&quot; e &quot;Medea&quot; e &quot;Petrolio&quot;.
Intanto penso anche a qualche saggio da segnalare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo i riferimenti bibliografici, in quel saggio che avete citato ci sono due saggi, non scritti da me, ma da Fabio Vighi e Francesca Cadel, rispettivamente su Medea e su Pasolini, Pound e l&#8217;etica legata alla cultura contadina. Sulla concezione non-lineare della storia bisogna invece guardare all&#8217;ultimo Pasolini, in particolare &#8220;La Divina Mimesis&#8221; (nelle note finali esistono interessanti riferimenti ad un&#8217;idea di storiografia stratificata), ancora ai film &#8220;Edipo Re&#8221; e &#8220;Medea&#8221; e &#8220;Petrolio&#8221;.<br />
Intanto penso anche a qualche saggio da segnalare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: claudia</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1304</link>
		<dc:creator>claudia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2009 20:13:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1304</guid>
		<description>Grazie Beatrice per avere recuperato e pubblicato questo questo interessantissimo articolo di PPP sul Vedanta. Sarebbe interessante che questa discussione contniuasse perché ha un rapporto stretto con l&#039;attualità e in maniera più estesa, con l&#039;appropriazione e distorsione da parte della destra di un patrimonio di idee che non sono suscettibili di essere circoscritte all&#039;interno di una definizione che le limiti. Le osservazioni di Emanuela in questo senso invitano a riflettere su un&#039;apertura verso una concezione della storia che non sia limitante per l&#039;inviduo e nei confronti di una percezione estesa della koiné necessariamente umana in cui si colloca la manifestazione limitata nel tempo che offre all&#039;individuo l&#039;opportunità di staccarsi dal bene e dal male per via esperienziale.
In ogni caso, riflettere sulle stesse riflessioni di uno dei più grandi intellettuali italiani del secolo scorso rigenera e porta una boccata d&#039;ossigeno nel panorama culturale ormai privo del desiderio di affondo nel quale ci troviamo ahimé ora.
Sarei anch&#039;io felice di ricevere indicazioni bibliografiche sull&#039;argomento proposto da Emanuela.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Beatrice per avere recuperato e pubblicato questo questo interessantissimo articolo di PPP sul Vedanta. Sarebbe interessante che questa discussione contniuasse perché ha un rapporto stretto con l&#8217;attualità e in maniera più estesa, con l&#8217;appropriazione e distorsione da parte della destra di un patrimonio di idee che non sono suscettibili di essere circoscritte all&#8217;interno di una definizione che le limiti. Le osservazioni di Emanuela in questo senso invitano a riflettere su un&#8217;apertura verso una concezione della storia che non sia limitante per l&#8217;inviduo e nei confronti di una percezione estesa della koiné necessariamente umana in cui si colloca la manifestazione limitata nel tempo che offre all&#8217;individuo l&#8217;opportunità di staccarsi dal bene e dal male per via esperienziale.<br />
In ogni caso, riflettere sulle stesse riflessioni di uno dei più grandi intellettuali italiani del secolo scorso rigenera e porta una boccata d&#8217;ossigeno nel panorama culturale ormai privo del desiderio di affondo nel quale ci troviamo ahimé ora.<br />
Sarei anch&#8217;io felice di ricevere indicazioni bibliografiche sull&#8217;argomento proposto da Emanuela.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Beatrice</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1302</link>
		<dc:creator>Beatrice</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 23:06:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1302</guid>
		<description>Sì, Emanuela, riferimenti bibliografici interessano senz&#039;altro, se non ti disturbo. Specie sull&#039;argomento della visione della compresenza. 
Intanto vado a vedermi l&#039;appunto 129c.
Grazie ancora della disponibilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Emanuela, riferimenti bibliografici interessano senz&#8217;altro, se non ti disturbo. Specie sull&#8217;argomento della visione della compresenza.<br />
Intanto vado a vedermi l&#8217;appunto 129c.<br />
Grazie ancora della disponibilità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Beatrice</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1300</link>
		<dc:creator>Beatrice</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 21:58:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1300</guid>
		<description>Grazie Emanuela, hai chiarito dei punti fondamentali per comprendere il percorso di Pasolini, anche e non solo, in relazione alla questione posta da Eduardo.

Faccio le presentazioni:
Emanuela Patti, ha appena pubblicato un saggio sull&#039;eredità intellettuale di Pasolini: &quot;La nuova gioventù?&quot; Ed. Joker http://www.edizionijoker.com
Eduardo Ciampi si occupa di Saggistica Tradizionale http://www.saggisticatradizionale.it

Grazie a entrambi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Emanuela, hai chiarito dei punti fondamentali per comprendere il percorso di Pasolini, anche e non solo, in relazione alla questione posta da Eduardo.</p>
<p>Faccio le presentazioni:<br />
Emanuela Patti, ha appena pubblicato un saggio sull&#8217;eredità intellettuale di Pasolini: &#8220;La nuova gioventù?&#8221; Ed. Joker <a href="http://www.edizionijoker.com" rel="nofollow">http://www.edizionijoker.com</a><br />
Eduardo Ciampi si occupa di Saggistica Tradizionale <a href="http://www.saggisticatradizionale.it" rel="nofollow">http://www.saggisticatradizionale.it</a></p>
<p>Grazie a entrambi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Emanuela</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1299</link>
		<dc:creator>Emanuela</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 20:11:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1299</guid>
		<description>Grazie, Beatrice, per avermi invitato in questa discussione. Non sono affatto una specialista di Vedanta, per cui non mi pronuncio a proposito.
Mi sembra di poter intervenire invece su un punto interessante che sollevate, ovvero l&#039;apparente contraddizione in Pasolini tra una cultura storicista di stampo marxista ed una legata alla dimensione metastorica del mito. La contraddizione, almeno questa volta in Pasolini, può essere sciolta distinguendo due fasi nella sua vita: una, quella degli anni Cinquanta, in cui domina un&#039;impostazione più storicista, ma mai marxista ortodossa; l&#039;altra, definita più compiutamente a partire dalla metà degli anni Sessanta, in cui prevale una dimensione metastorica. Per esempio, la concezione lineare della storia è completamente stravolta in Petrolio (postumo, 1982), dove si arriva ad una visione ciclica, di cui lui parla esplicitamente nell&#039;ultima parte dell&#039;appunto 129c. Contro l&#039;idea di una Storia unilineare e successiva, Pasolini parla di una storia in cui tutto è compresente. Medea, ma anche Edipo Re, sono film in cui questo concetto di compresenza è centrale.
In generale sull&#039;argomento, vale anche la pena esplorare il rapporto tra Pasolini, Pound e la cultura contadina, perché anche in quel caso si trovano interessanti affinità di pensiero su un&#039;etica fondata sull&#039;equilibrio fra uomo e natura. 
Se vi interessassero i riferimenti bibliografici, fatemi sapere.

Complimenti per gli spunti di altissimo livello che mi avete dato sulla relazione tra Pasolini e il Vedanta. 

Un caro saluto,
Emanuela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Beatrice, per avermi invitato in questa discussione. Non sono affatto una specialista di Vedanta, per cui non mi pronuncio a proposito.<br />
Mi sembra di poter intervenire invece su un punto interessante che sollevate, ovvero l&#8217;apparente contraddizione in Pasolini tra una cultura storicista di stampo marxista ed una legata alla dimensione metastorica del mito. La contraddizione, almeno questa volta in Pasolini, può essere sciolta distinguendo due fasi nella sua vita: una, quella degli anni Cinquanta, in cui domina un&#8217;impostazione più storicista, ma mai marxista ortodossa; l&#8217;altra, definita più compiutamente a partire dalla metà degli anni Sessanta, in cui prevale una dimensione metastorica. Per esempio, la concezione lineare della storia è completamente stravolta in Petrolio (postumo, 1982), dove si arriva ad una visione ciclica, di cui lui parla esplicitamente nell&#8217;ultima parte dell&#8217;appunto 129c. Contro l&#8217;idea di una Storia unilineare e successiva, Pasolini parla di una storia in cui tutto è compresente. Medea, ma anche Edipo Re, sono film in cui questo concetto di compresenza è centrale.<br />
In generale sull&#8217;argomento, vale anche la pena esplorare il rapporto tra Pasolini, Pound e la cultura contadina, perché anche in quel caso si trovano interessanti affinità di pensiero su un&#8217;etica fondata sull&#8217;equilibrio fra uomo e natura.<br />
Se vi interessassero i riferimenti bibliografici, fatemi sapere.</p>
<p>Complimenti per gli spunti di altissimo livello che mi avete dato sulla relazione tra Pasolini e il Vedanta. </p>
<p>Un caro saluto,<br />
Emanuela</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Eduardo</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1296</link>
		<dc:creator>Eduardo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 13:20:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1296</guid>
		<description>Ciao Beatrice e grazie del tuo intervento,
che vorrei integrare con altre riflessioni.

Siamo tutti consapevoli che l&#039;ideologia marxista, positivista, progressista e quindi storicista (in senso lineare) era parte della cultura di PPP. La cosa interessante è che in PPP era desta anche la prospettiva tradizionle, che lo portava necessariamente alla ricerca del Sè. E&#039; indubbio che PPP non possa essere preso come esempio di &#039;coincidentia oppositorum&#039;, ma la sua testimonianza assurge quantomeno a paradigma dell&#039;uomo etico che di fronte alla società moderna ne vive le contraddizioni in modo estremo.
Ti ringrazio poi di avermi sottolineato l&#039;aspetto &#039;profetico&#039; della denuncia pasoliniana al programma editoriale Rusconi, inteso come divulgazione di spiritualità al fine di annientare l&#039;autentico senso della religione: mi era sfuggito anche quel paragrafo in cui PPP afferma che dalla produzione Rusconi la prima a rimetterci è la Chiesa.
A tal proposito volevo mettere in evidenza un paio di esternazioni di PPP, riguardo al suo rapporto col Cristianesimo e col clero. In una lettera rivolta ad un lettore di una rivista, diceva:

“Un prete davanti a un comunista, e un comunista davanti a un prete, quasi sempre rappresentano l’apparizione dell’altro: una ‘razza’ degradata dal tabù, inattendibile, umanamente deperita e ripugnate. Come comunista anch’io non sono immune da questa malattia inconscia, e l’anticlericalismo serpeggia come un verme dentro di me, a succhiare il sangue dell’altro, fino a renderlo ombra, simbolo, schema di un insieme di cose che mi sembrano ingiuste, di un mondo che rifiuto. E quanto clericalismo c’è ancora nei preti, quanto feroce, patologico anti-comunismo aprioristico, e quindi disumano, e quindi anti-evangelico!”

Al contempo non aveva problemi a sottolineare che:

&quot;Una delle caratteristiche della scomparsa del mito e del rito antico nella società industrializzata è la scomparsa dell’iniziazione. Con la pubertà, nel Cristianesimo c’era con la Comunione e la Cresima […]. Non c’è un’iniziazione nella società dei consumi. I giovani hanno la stessa autorità di consumatori degli anziani.&quot;

A dire il vero c’è oggi una sorta di parodia dell’iniziazione: il primo giorno in cui si porta il bambino al Centro Commerciale (una sorta di cattedrale in cui si celebrano i nuovi ‘riti’ domenicali); e le parole che venivano sussurrate all’orecchio dell’adolescente nella tradizione induista (Tu sei Quello) volte a provocare l’anamnesi dell’immagine divina che ogni essere umano ha in sé, vengono oggi pronunciate ad alta voce dinnanzi a una vetrina che mostra un manichino vestito alla moda. 
Inoltre - e ritorniamo così a Medea, che è il film di Pasolini che mi ha maggiormente colpito sulla questione che stiamo trattando - PPP ha il coraggio di denunciare qui la vera e propria catastrofe del passaggio dal mondo tradizionale (rappresentato da Medea) a quello moderno (rappresentato da Giasone), che è una catastrofe antropo-ecologica. Ed il tragico finale mostra l’inevitabile destino dell’umanità, che non potrà che manifestarsi anche a livello ambientale.
La domanda che avevo posto sull&#039;incontro tra Pasolini e Guénon (dopo le tue puntualizzazioni iniziali), ci porta dunque a riflettere e a stimolarci, finché siamo ancora in questo mondo, ad incarnare il senso delle scritture (come anche degli insegnamenti orali, delle preghiere e dei riti), evitando di cadere in un mero studio accademico venato di sfumature narcisistiche (o riducendo la religione ad un&#039;abitudine cerimoniale, o ad un attegiamento sentimentale), che significherebbe proprio dirigersi nella direzione opposta. 

Un saluto

Eduardo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Beatrice e grazie del tuo intervento,<br />
che vorrei integrare con altre riflessioni.</p>
<p>Siamo tutti consapevoli che l&#8217;ideologia marxista, positivista, progressista e quindi storicista (in senso lineare) era parte della cultura di PPP. La cosa interessante è che in PPP era desta anche la prospettiva tradizionle, che lo portava necessariamente alla ricerca del Sè. E&#8217; indubbio che PPP non possa essere preso come esempio di &#8216;coincidentia oppositorum&#8217;, ma la sua testimonianza assurge quantomeno a paradigma dell&#8217;uomo etico che di fronte alla società moderna ne vive le contraddizioni in modo estremo.<br />
Ti ringrazio poi di avermi sottolineato l&#8217;aspetto &#8216;profetico&#8217; della denuncia pasoliniana al programma editoriale Rusconi, inteso come divulgazione di spiritualità al fine di annientare l&#8217;autentico senso della religione: mi era sfuggito anche quel paragrafo in cui PPP afferma che dalla produzione Rusconi la prima a rimetterci è la Chiesa.<br />
A tal proposito volevo mettere in evidenza un paio di esternazioni di PPP, riguardo al suo rapporto col Cristianesimo e col clero. In una lettera rivolta ad un lettore di una rivista, diceva:</p>
<p>“Un prete davanti a un comunista, e un comunista davanti a un prete, quasi sempre rappresentano l’apparizione dell’altro: una ‘razza’ degradata dal tabù, inattendibile, umanamente deperita e ripugnate. Come comunista anch’io non sono immune da questa malattia inconscia, e l’anticlericalismo serpeggia come un verme dentro di me, a succhiare il sangue dell’altro, fino a renderlo ombra, simbolo, schema di un insieme di cose che mi sembrano ingiuste, di un mondo che rifiuto. E quanto clericalismo c’è ancora nei preti, quanto feroce, patologico anti-comunismo aprioristico, e quindi disumano, e quindi anti-evangelico!”</p>
<p>Al contempo non aveva problemi a sottolineare che:</p>
<p>&#8220;Una delle caratteristiche della scomparsa del mito e del rito antico nella società industrializzata è la scomparsa dell’iniziazione. Con la pubertà, nel Cristianesimo c’era con la Comunione e la Cresima […]. Non c’è un’iniziazione nella società dei consumi. I giovani hanno la stessa autorità di consumatori degli anziani.&#8221;</p>
<p>A dire il vero c’è oggi una sorta di parodia dell’iniziazione: il primo giorno in cui si porta il bambino al Centro Commerciale (una sorta di cattedrale in cui si celebrano i nuovi ‘riti’ domenicali); e le parole che venivano sussurrate all’orecchio dell’adolescente nella tradizione induista (Tu sei Quello) volte a provocare l’anamnesi dell’immagine divina che ogni essere umano ha in sé, vengono oggi pronunciate ad alta voce dinnanzi a una vetrina che mostra un manichino vestito alla moda.<br />
Inoltre &#8211; e ritorniamo così a Medea, che è il film di Pasolini che mi ha maggiormente colpito sulla questione che stiamo trattando &#8211; PPP ha il coraggio di denunciare qui la vera e propria catastrofe del passaggio dal mondo tradizionale (rappresentato da Medea) a quello moderno (rappresentato da Giasone), che è una catastrofe antropo-ecologica. Ed il tragico finale mostra l’inevitabile destino dell’umanità, che non potrà che manifestarsi anche a livello ambientale.<br />
La domanda che avevo posto sull&#8217;incontro tra Pasolini e Guénon (dopo le tue puntualizzazioni iniziali), ci porta dunque a riflettere e a stimolarci, finché siamo ancora in questo mondo, ad incarnare il senso delle scritture (come anche degli insegnamenti orali, delle preghiere e dei riti), evitando di cadere in un mero studio accademico venato di sfumature narcisistiche (o riducendo la religione ad un&#8217;abitudine cerimoniale, o ad un attegiamento sentimentale), che significherebbe proprio dirigersi nella direzione opposta. </p>
<p>Un saluto</p>
<p>Eduardo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Beatrice</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1295</link>
		<dc:creator>Beatrice</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 00:03:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1295</guid>
		<description>Ciao Eduardo.
Non sei il solo a fare questa domanda su Pasolini e il Vedanta. Ma noi assumiamo la posizione di chi si è abituato a assorbire l&#039;idea di un Vedanta, fatto e finito, che sta lì, stampato sui libri e quindi è vero. Ma tu saprai meglio di me che la questione non è così semplice.
Suppongo che PPP, come era, fosse interessato profondamente alla tradizione (in Italia, in India, ovunque) come spiritualità autentica, radici, ecc, ma la domanda allora è: come si rapportava con l&#039;anti-storicismo dei perennialisti? e quindi con la sostanza di quel fenomeno culturale che oggi in tanti immaginano reale e non condizionato...? 
Mi pare che con la sferzata a Rusconi, provi a colpire l&#039;emergere di un fenomeno culturale che oggi è esploso nel magma indistinto dell&#039;editoria new age, spiritualista, ecc - dove la spiritualità sembra abbondare per annegare invece nel vuoto, nella pura operazione commerciale e quindi bassamente politica, perchè indiscriminata, fasulla, plagiatoria, qualunquista.
Il tradizionalismo è stata una corrente di pensiero che non negava la propria vocazione anche politica, e comunque un fenomeno variegato, polemico, sensibile. Con tutte le sfumature del caso, che ben conosci. Eppure raramente incontri qualcuno che abbia consapevolezza della problematicità della questione tradizionale, o delle questioni che si devono affrontare per studiarne anche solo il fenomeno storico.
Forse nella polemica con Rusconi c&#039;è in nuce questa discriminazione più seria, tra reale e - per dirla con Shankara - strumentale o sovrapposto? è anche politica, ma proprio smascherandola, si può andare al vero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Eduardo.<br />
Non sei il solo a fare questa domanda su Pasolini e il Vedanta. Ma noi assumiamo la posizione di chi si è abituato a assorbire l&#8217;idea di un Vedanta, fatto e finito, che sta lì, stampato sui libri e quindi è vero. Ma tu saprai meglio di me che la questione non è così semplice.<br />
Suppongo che PPP, come era, fosse interessato profondamente alla tradizione (in Italia, in India, ovunque) come spiritualità autentica, radici, ecc, ma la domanda allora è: come si rapportava con l&#8217;anti-storicismo dei perennialisti? e quindi con la sostanza di quel fenomeno culturale che oggi in tanti immaginano reale e non condizionato&#8230;?<br />
Mi pare che con la sferzata a Rusconi, provi a colpire l&#8217;emergere di un fenomeno culturale che oggi è esploso nel magma indistinto dell&#8217;editoria new age, spiritualista, ecc &#8211; dove la spiritualità sembra abbondare per annegare invece nel vuoto, nella pura operazione commerciale e quindi bassamente politica, perchè indiscriminata, fasulla, plagiatoria, qualunquista.<br />
Il tradizionalismo è stata una corrente di pensiero che non negava la propria vocazione anche politica, e comunque un fenomeno variegato, polemico, sensibile. Con tutte le sfumature del caso, che ben conosci. Eppure raramente incontri qualcuno che abbia consapevolezza della problematicità della questione tradizionale, o delle questioni che si devono affrontare per studiarne anche solo il fenomeno storico.<br />
Forse nella polemica con Rusconi c&#8217;è in nuce questa discriminazione più seria, tra reale e &#8211; per dirla con Shankara &#8211; strumentale o sovrapposto? è anche politica, ma proprio smascherandola, si può andare al vero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Eduardo</title>
		<link>http://blog.visionaire.org/2007/12/pppasolini-su-ak-coomaraswamy/#comment-1294</link>
		<dc:creator>Eduardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2009 20:22:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.visionaire.org/?p=24#comment-1294</guid>
		<description>Non conoscevo questa recensione di Pasolini, mentre ho avuto modo di approfondire la saggistica di Ananda Coomaraswamy. Al di là delle valutazioni strettamente politiche che fà Pasolini nei confronti dell&#039;editore Rusconi - che invece ebbe modo di mettere in catalogo altri 3 titoli di Coomaraswamy, nonchè preziosi studi di Guénon e di Titus Burckhardt (indubbiamente anch&#039;essi, come tutta la saggistica tradizionale, facilmente strumentalizzabili dalla cultura di destra) -ho notato con piacere come Pasolini sia riuscito a cogliere la dimensione relativa delle caste, dinnanzi alla realizzazione. D&#039;altronde già nel suo film &#039;Medea&#039; si può notare quanto Pasolini fosse più vicino al sacro ed ai valori etici della Tradizione di quanto persino lui poteva ritenere di essere.
Chissà se avesse avuto modo di leggere &#039;L&#039;uomo e il divenire secondo il Vedanta&#039; o &#039;Il regno della quantità e i segni del tempo&#039; di René Guénon?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non conoscevo questa recensione di Pasolini, mentre ho avuto modo di approfondire la saggistica di Ananda Coomaraswamy. Al di là delle valutazioni strettamente politiche che fà Pasolini nei confronti dell&#8217;editore Rusconi &#8211; che invece ebbe modo di mettere in catalogo altri 3 titoli di Coomaraswamy, nonchè preziosi studi di Guénon e di Titus Burckhardt (indubbiamente anch&#8217;essi, come tutta la saggistica tradizionale, facilmente strumentalizzabili dalla cultura di destra) -ho notato con piacere come Pasolini sia riuscito a cogliere la dimensione relativa delle caste, dinnanzi alla realizzazione. D&#8217;altronde già nel suo film &#8216;Medea&#8217; si può notare quanto Pasolini fosse più vicino al sacro ed ai valori etici della Tradizione di quanto persino lui poteva ritenere di essere.<br />
Chissà se avesse avuto modo di leggere &#8216;L&#8217;uomo e il divenire secondo il Vedanta&#8217; o &#8216;Il regno della quantità e i segni del tempo&#8217; di René Guénon?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

