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Ashta Dasa Shakti Pitha Stotram (attribuito a Sri Adi Shankara): Inno dei diciotto Shakti Pitha

Posted by beatrice on March 30, 2012

Sati era la figlia di Daksha, un potente tra i grandi esseri divini. Segretamente, il suo cuore adorava Shiva. Quandio suo padre convocò lo Swayamvara per scegliere tra i giovani principi e gli Dei un marito per Sati, non invitò Shiva, che conduceva vita da asceta e aveva fama di selvaggio. Sati prese allora la corona di fiori destinata al prescelto e lanciandola in aria gridò a Shiva di prenderla lui. E Shiva improvvisamante comparve nel mezzo del ricevimento coronato della ghirlanda lanciata dalla giovane Sati. Al padre Daksha non restò che acconsentire alle nozze.

Ma un giorno Daksha volle organizzare un sacrificio solenne, cui chiamare tutti gli dei e i potenti, e dove espressamente vietò l’ingresso a Shiva. Per l’umiliazione immensa Sati si diede alle fiamme riuscendo a produrre da sé il fuoco dell’autocombustione e morì sotto gli occhi del padre. Narada recò la terribile notizia a Shiva.

Appreso l’accaduto, Shiva si precipitò sul lugo, ma non più in tempo per salvare Sati. Tagliò la testa di Daksha e poi raccolse il corpo si Sati, portandolo via. Era furioso e pazzo di dolore. Per placare la sua rabbia, Vishnu tagliò in 18 pezzi il corpo di Sati, che caddero in altrettanti diverse località dell’India. Questi luoghi, che divennero santuari di adorazione perenne e di Grazia, sono chiamati Shakti Pitha. Alcune tradizioni tramandano l’esitenza di 108 Pitha, altre di soli 4; questo Stotra, attribuito a Sri Adi Shankaracharya elenca i tradizionali 18 Shakti Pitha e i nomi delle dee che vi si venerano.

Ashta Dasa Shakti Pitha Stotram (attribuito a Sri Adi Shankara)
Inno dei diciotto Shakti Pitha

Lankayam Shankari devi, Kamakshi Kanchika pure
Pradyumne Shrinkhala devi, Chamunda Krouncha pattane

La Dea Shankari-devi in Sri lanka, Kamakshi in Kanchipuram,
La Dea Shrinkhala in Pradyumna e Chamunda in Mysore

Alampure Jogulamba, Sri shaile Bhramarambika
Kolha pure Maha lakshmi, Mahurye Ekaveerika

La Dea Jogulamba in Alampur, la Dea Brhamarabika in Sri Shailam,
La Dea Maha Lakshmi in Kolhapur e la Dea Ekaveera in Mahur

Ujjainyam Maha kali, Peethikayam Puruhutika
Odhyane Girija devi, Manikya Daksha vatike

La Dea Maha Kali in Ujja, in Purhuthika e in Peethika,
La Dea Girija in Odhyana e la Dea Manikya nella casa di Daksha,

Hari kshetre Kama rupi, Prayage Madhaveshwari
Jwalayam Vishnavi devi, Gaya Mangalya gourika

La Dea Kamarupi nel tempio di Vishnu, la Dea Madhevaswari in Allahabad,
La Dea Vishnavi  in Jwalamuki e Mangala Gouri in Gaya.

Varanasyam Vishalakshi, Kashmire tu Saraswati
Ashtadasha Shakti peethani, Yoginamapi durlabham

La Dea Visalakshi in Varanasi, la Dea Saraswathi in Kashmir,
Queste sono le 18 case di Shakthi, preziose anche per gli dei.

Sayamkale pathennityam, Sarva shatri vinashanam
Sarva roga haram divyam, Sarva sampatkaram shubham

Leggendo ogni giorno questo Sloka si ottiene vittoria su tutti i nemici,
la guarigione di tutti i mali, l’acquisizione di tutti i beni.

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Sri Durga Kavach

Posted by beatrice on March 28, 2012

Lo Sri Durga Kavach è una raccolta di Shloka tratta dal Markandeya Purana. La sua lettura durante il Navratri è particolarmente indicata e benefica. Lo Sri Durga Kavach racchiude e incorpora l’energia della Devi dentro ogni singolo frammento della nostra persona, così da unire il singolo ente all’unità della Mula Prakriti. Perciò è un potentissimo talismano (Kavach), trasmesso da Brahma a Markandeya a beneficio dell’umanità.

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Sri Durga Kavach

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Atha Devyaah Kavachamh

AUM Asya Shrii Chandii Kavachasya

Brahmaa R^Ishhih Anushhtup.H Chhandah Chaamundaa Devataa

Angaanyaa Soktamaataro Biijam.H Digbandha Devataa Stattvamh

Shri Jagadamba Apriityarthe Saptashatii Paathaan^ Gatvena Jape Viniyogah

AUM Namas Chandikaayai

Il saggio che governa lo Shri Chandi-Kavach è Brahma, il metro è Anushtup. La divinità è Chamunda, il seme è “Anganyasakta Matar”, il principio è Digbandha Devata. Questi versi sono recitati quali parte dello Sapta-Shati, per compiacere Jagadamba.

OM! Sia omaggio e obbedienza a Chandika.

Maarkandeya Uvaacha

AUM Yadh_goohyaM Paramam Loke ; Sarva Rakshaakaram NR^iNaam.h

Yaanna Kasya_chidaa_khyaatam ; Tanme Bruuhi Pitaamaha |1|

Così disse Markandeya: O Brahma rivelami il segreto che nessuno ha mai rivelato, il segreto che protegga tutti gli esseri umani del mondo.

Brahmo Vaach

Asti Goohya_tamam Vipra ; Sarva bhuuto pakaa_rakam.h

Devya_astu kavacham punyam ; takshinash_va Mahaamune |2|

Brahma rispose: vi è dunque il Devi Kavach, che è il segreto dei segreti, il più utile per tutti gli esseri. Ascolta, o saggio. Durga è chiamata con questi nomi:

Prathamam Shailaputrii cha ; DvitiiyaM Brahmachaarinii

Tritiiyam Chandra ghanteti ; Kushmaan_deti Chatur_thakam.h |3|

La prima forma è Shilaputri, Figlia del Re dell’Himalaya; il secondo nome è Brahmacharini, colei che osserva il celibato; il terzo è Chandraganta, colei che indossa la luna come monile; il quarto è Kushmanda, colei che controlla l’universo.

Panchamam S_kandamaateti ; Shha_shhtham Kaatyaa_yaniiti cha

Saptamam Kaala_raatrii_ti ; Mahaa_gaurii_ticha_ashhtamam.h |4|

Il quinto è Skandamata, madre di Kartikkeya; sesto Katyayani, colei che nacque per soccorrere gli dei; il settimo è Kalaratri, colei che è scura come Kali; l’ottavo è Mahagauri, colei che si sottopose all’ascesi più severa.

Navamam Siddhi_daatrii cha ; Nava_durgaah Prakiir_titaah

Uktaan_yetaani naamaani ; brahma_naiva mahaat_manaa |5|

La nona è Siddhidarti, colei che accorda la perfezione spirituale. Coloro che ti onorano, O Dea, con devozione, ottengono prosperità vera. Veramente, o Dea degli Dei, tu proteggi coloro che ti onorano.

Agninaa Dahya_maanastu ; Shatrumadhye Gato Ra_Ne

Vishha_me Durgame chaiva , bhayaarh Sharanam Gataah |6|

Na Teshhaa.n Jaayate ; Kinchi_da_shubham_rana_sam_kaTe

Naapadam Tasya Pashyaami , Shoka_duhkha_bhayam na hi |7|

Yaistu Bhaktyaa Smritaa Nuunam ; Teshhaa.n vR^iddhiH Prajaayate

Ye Tvaan Smaranti Deveshi ; Rakshase Taanna Sam_shayah |8|

Coloro che sono perseguitati, che sono ostaggio dei nemici, quelli che si trovano in mezzo alla battaglia, circondati dalle fiamme, in territori ostili e invalicabili, se si arrendono a Durga, devotamente, non subiscono calamità, paura, né sofferenze.

Preta_samsthaa tu Chaamundaa ; Vaaraahii Mahishhaasanaa

Aindrii Gaja_samaa_ruuDhaa ; Vaishhnavii Garuda_asanaa |9|

La Dea Chamunda siede su un cadavere, Varahi cavalca il bufalo, Aindri monta l’elefante e Vaishnavi l’aquila.

Maaheshvarii vR^ishhaaruuDhaa ; Kaumaarii Shikhi_vaahanaa

LakshmiiH Padmaasanaa ; Devi Padmahastaa Hari Priyaa |10|

Maheswari cavalca il bue, Kumari viaggia con un pavone, Lakshmi, amata da Vishnu, siede su un fiore di loto e un altro loto regge con una mano.

Shvetaruupa_dharaa Devi ; Iishvarii vR^ishha_vaahanaa

Braahmii hamsa_samaaruuDhaa ; Sarvaa_bharana_bhuush_hitaa |11|

Ishwari, la bianca Dea, cavalca il bue e Brahmi, adorna di gioielli, monta il suo cigno.

Ityetaa Maatarah Sarvaah , Sarvayoga Saman_vitaah

Naanaa_bharana_shobhaaghyaa , naanaa_ratno pasho_bhitaah |12|

Tutte le madri sono per propria natura perfette nello yoga e padrone di ogni conoscenza, così come la loro forma risplende dell’ornamento dei vari monili.

dR^itiyante RathamaaruuDhaa ; Devyah Krodha_samaa_kulaah

ShaN^khaM Chakram Gadaa.n ; Shakti.n Halamcha Musalaayudhamh |13|

Khetakam Tomaram Chaiva ; Parashu.n Paashameva cha

Kuntaayudham TrishuulaM cha ; Shaaraam_aayudha_muttamam.h |14|

Daityaanaa.n Dehanaashaaya ; Bhaktaa_naama_bhayaaya cha

Dhaarayantya_ayudhaa_niitthaM ; Devaanaa.n cha Hitaaya vai |15|

La Dea giunge alla guida del carrl divinl e la sua espressione è feroce e battagliera. Brandiscoe la conchiglia, il disco, la mazza, la falce, il bastone, la lancia, l’ascia, il cappio, il tridente, l’arco e le frecce. Usa le sue armi per colpire i demoni e proteggere i devoti, e per il beneficio dei celesti.

Namaste.astu Mahaaraudre ; Mahaa_ghora_paraakrame

Mahaabale Mahotsaahe ; Mahaa_bhayavinaashini |16|

Salute a Te, dunque, o Dea dall’aspetto feroce, dal terribile potere, dalla forza straordinaria, distruttrice dei peggiori timori.

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Chaitra Navratri 2012

Posted by beatrice on March 22, 2012

Chaitra Navratri, noto anche come Ram Navratri o Basanti Puja, si osserva nel mese Chaitra. Chaitra Navratri 2012 inizia il 23 Marzo e termina il 1 Aprile. Si osserva dal primo al nono giorno durante Paksha Shukla (fase crescente di luna) del mese di Chaitra (marzo – aprile) secondo il tradizionale calendario lunare Hindu. Il nono giorno è celebrato come Ram Navami e quindi la festa è detta anche Ram Navratri. Il festival è chiamato popolarmente Chaitra Navratri.
Questo festival di nove notti è dedicato alla dea Durga e si svolge durante la stagione primaverile, quindi è anche conosciuto come Vasant Navaratri. In alcune regioni i nove giorni sono dedicati al culto del Signore Rama e quindi è usanza assistere alla lettura del Ramayana e alle rappresentazioni teatrali del poema epico.


Shivaratri, la Notte Mistica.

Posted by beatrice on February 19, 2012

Dal discorso di Swami Krishnananda- The Divine Life Society – Sivananda Ashram, Rishikesh, Indiadel 22 febbraio 1973, settimana precedente Maha-Shivaratri.

Nella tradizione religiosa, Shiva rappresenta un aspetto di Dio, l’Onnipotente. Ci mostra l’ideale della suprema rinuncia che discende dalla Realizzazione Divina. Rinuncia che proviene dalla Realizzazione Divina, non dalla frustrazione, non dall’evitamento, non dalla debolezza, ma da una comprensione profonda della natura delle cose, dalla chiara comprensione della natura della vita e della saggezza dell’esistenza nella sua completezza. Questa è l’origine del Vairagya o rinuncia. Non si desidera nulla, non perchè non si possa avere nulla, ma perchè si è realizzata l’interconnessione tra i fenomeni, e l’unità tra tutti gli obiettivi consapevoli. Tutti i desideri si palcano, si sublimano e si dissolvono nell’Essere Divino quando si consegue la Realizzazione. Dio non possiede nulla. Il possesso è relazione tra una cosa e un’altra. Ma Dio è al di sopra del relativo, per questo Lo chiamiamo Assoluto; Egli non è relativo. Tutto ciò che può essere messo in relazione a qualcosa altro rientra nella categoria del relativo. Dio non è in relazione a niente altro, poichè è comprensivo di Tutto. Perciò nella Sua Assolutezza onnicomprensiva, che è l’apice della saggezza concepibile, si trova il carattere concomitante della libertà dalla coscienza dell’esteriorità, quindi, come corollario, libertà dall’attaccamento a qualunque cosa. Pertanto Shiva è l’apice dell’austerità, il Maestro dello Yoga, ritratto seduto nella posa del loto, come il re degli asceti; non perchè in Lui vi sia desiderio di autocontrollo, ma poichè Egli è l’autocontrollo stesso. Non che pratichi l’autocontrollo. L’autocontrollo stesso è rappresentato nel simbolo della personalità di Shiva. Tale meraviglioso concetto di Dio, come Shiva, è dato di adorare durante Maha Shivaratri.

Si osserva il digiuno durante il giorno e la veglia durante la notte. Come segno del controllo dei sensi, che rappresentano le tendenze estrovertite della mente, si offre il digiuno, e il conntrollo dell’inerzia Tamasica del sonno cui siamo soggetti ogni giorno. Quando in noi sono state superate queste tendenze, si trascendono i livelli del conscio e dell’inconscoi della psiche e si raggiunge il livello superconscio. La veglia è la condizione del livello conscio, il sonno del livello inconscio. Entrambe sono ostacoli per la realizzazione di Dio. Ci troviamo trasportati da una condizione all’altra ogni giorno. Ma il super-cosciente ci è sconosciuto. La simbologia del digiuno e della veglia durante Shivaratri significa auto-controllo; rajas e tamas sono stati sottomessi, e Dio è glorificato. Glorificare Dio e controllare i sensi significano una sola cosa. Poichè solo nella Consapevolezza Divina tutti i sensi sono controllati. Quando si vede Dio, i sensi si dissolvono, come burro sul fuoco. Tutti gli ornamenti diventano una sola massa di oro quando sono portati alla temperatura di fusione. Allo stesso modo, nella fornace della Consapevolezza Divina, i sensi si sciolgono in un continuum universale.

Il termine sanscrito Shivaratri significa ‘La notte di Shiva’. Ci si potrebbe domandare perchè Shiva è collegato alla notte e non al giorno. La connessione con la notte ha un profondo significato mistico e spirituale. Non perchè il divino che si manifesta nella forma di Shiva abbia una speciale connesione con il periodo che chiamiamo notte. Se si studiano a fondo le Upanishad e altri testi di fondamentale carattere spirituale, si trova che l’Essere Supremo, l’Assoluto, è identificato nella sua condizione primordiale come suprema Oscurità, a causa dell’eccesso di luce. Se guardiamo al sole per qualche istante ad occhi aperti e poi guardiamo altrove, vediamo solo oscurità. Il sole ci ha abbagliati talmente che tutto appare buio.

Quando si percepisce un oggetto si definisce questo stato ‘veglia’. Quando non si hanno percezioni, si dice oscurità. Ora vedete nella condizione di veglia, un cosiddetto mondo di veglia, che mostra dinnanzi a noi un mondo di oggetti e [di cui] possediamo una cognizionea. Anche nei sogni vi è una sorta di intelligenza. Ma nel sonno non abbiamo alcuna cognizione o intelligenza. Cosa accade? I sensi e l’intelletto si ritraggono nella loro sorgente. Non abbiamo attività percettiva e percià l’assenza di percezione è associata alla presenza del buio. La Primordiale condizione cosmica della volontà creatrice di Dio, prima della creazione – uno stato apparentemente simile al buio o alla notte – è quello che chiamiamo la condizione di Shiva. E’ molto importante ricordare che lo stato di Shiva è la primordiale condizione della volontà creatrice di Dio, ove non si trova esterno percettivo, e nulla vi è al di fuori di Dio; perciò, per noi, è come il buio o la notte. E’ la notte di Shiva, Shivaratri. Per Lui non è notte, è Luce. Siva non si trova nelle tenebre.

La Volontà Creativa di Dio è Onniscienza, Onnipotenza, Onnipresenza, insieme. Talvolta indichiamo questa condizione come Isvara. Il Supremo assoluto, che è indeterminabile, quando è associato alla Volontà Cretiva, che tende a dare forma al Cosmo, si definisce Isvara in termini Vedanta e Shiva in termini Puranici. Questa è precisamente la condizione descritta nel Nasadiya Sukta dei Veda come Tamas o oscurità. Bisogna ripetere ancora una volta che l’oscurità è a causa dell’eccesso di luce. Se guardiamo Dio, cosa vediamo? Nulla. Gli occhi non possono vederlo, perchè la sua luce è abbagliante.Quando si intensifica la frequenza luminosa ad un livello molto elevato, la luce non può più essere percepita dagli occhi. Quando la frequenza cala, fino al livello percepibile dalla retina dell’occhio, solo allora è possibile vedere la luce. Vi sono vari tipi di luce, varie intensità e frequenze, e la frequenza più alta non è percepibile dai sensi a causa della loro particolare struttura. Dunque se vedete Dio, non vedete nulla.

Eppure, di fatto, noi stiamo vedendo Dio anche ora. Ma non siamo in grado di riconoscerlo. Il mondo che vediamo dinnanzi a noi è Dio stesso. Non vi è alcun ‘mondo’, il mondo non esiste. E’ solo un nome che diamo all’Essere Supremo. Potreste chiamarlo con un qualunque altro nome. Poichè realmente non vi è alcun mondo. Non esiste. ‘Mondo’ è soltanto un nome che diamo a una distorsione creata dalla percezione della nostra coscienza a causa della separazione tra soggetto e oggetto.

Per tornare all’analogia del sogno, la montagna vista in un sogno non è una montagna; è solo coscienza. Non vi è alcuna montagna. Ma sembrava qualcosa di solido di fronte a noi, contro cui avremmo potuto sbattere la testa del sognatore. Vedete edifici nei sogni. E’ la coscienza che ha proiettato sé stessa nella sostanza di mattoni ed edifici, di montagne e fiumi, persone e animali, ecc, apparsi nei sogni. Il mondo visto nei sogni non esiste. Lo sapete benissimo, eppure appare. Che cos’è che appare? La coscienza stessa, che si proietta esteriormente, in uno spazio e tempo creato da sé stessa, che chiamate mondo. Allo stesso modo, nello stato di veglia, la Coscienza Cosmica ha proiettato sé stessa in questo mondo. Il mondo è Coscienza Cosmica. La Divinità Suprema stessa si mostra nella forma del mondo. Come il mondo dei sogni non è altro che coscienza, il mondo della veglia non è altro che coscienza, Dio. Questa è l’essenza dell’intero problema. Dunque voi state vedendo Dio. Dico la verità. Quello che vedete di fronte a voi è Dio soltanto. Non è un edificio. Non vi è alcun edificio. Ma lo chiamiamo edificio a causa di un errore di percezione, a causa dell’ignoranza e dell’incapacità di analizzare la situazione in cui siamo coinvolti. Siamo catturati in un paradosso, nella confusione e la confusione è entrata in noi. E dunque per risvegliarci dall’ignoranza e raggiungere uno stato di suprema beatitudine riconoscendo Dio in questo mondo reale che partichiamo la Sadhana. La più elevata Sadhana è la meditazione di Dio.

[ http://www.swami-krishnananda.org/fest/fest_03.html]